I numeri di Solidarietà Veneto – il principale fondo pensione territoriale della regione, costituito da Confindustria, Confartigianato, Confapi, Cna, Casartigiani, Federclaai, Cisl e Uil – raccontano di una consapevolezza crescente sul tema della previdenza complementare. Da parte dei lavoratori c’è la percezione che il sistema pubblico non basterà a garantire un reddito adeguato al termine della carriera, e questo li spinge a ricorrere sempre più a forme di investimento integrativo.
Secondo i dati presentati ieri da Solidarietà Veneto, nella provincia di Venezia gli aderenti non contrattuali sono 8.756, dei quali oltre 2.800 del settore metalmeccanico. A livello regionale si è stabilito un nuovo record: il 2025 si è chiuso con 178mila persone associate e il dato ha già superato la soglia di 180mila nelle prime settimane del 2026. Il patrimonio ammonta a 2,8 miliardi di euro, con la prospettiva di superare i 3 miliardi entro il 2026. «Il primo miliardo lo abbiamo raggiunto dopo 26 anni, il secondo in sette e il terzo in appena due anni e mezzo», ha ricordato il presidente Paolo Bizzotto presentando i dati.









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