0

Si chiamerà “Racu – l’isola che cura Venezia” il nuovo isolotto artificiale di 46 ettari destinato ad accogliere, per i prossimi quindici anni, i sedimenti e i fanghi non riutilizzabili provenienti dalle operazioni di scavo dei fondali lagunari. La denominazione è stata selezionata attraverso un concorso di idee che ha visto la partecipazione di circa duecento alunni appartenenti a dieci classi della scuola primaria della Città Metropolitana di Venezia.

L’esito della selezione è stato reso noto in occasione dei Port Days, la manifestazione promossa dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale tenutasi nei porti di Venezia e Chioggia. Il nome ideato dagli studenti nasce dall’anagramma del termine “cura” con un richiamo alla tecnica ceramica giapponese raku, a simboleggiare un intervento infrastrutturale concepito per tutelare la laguna e agevolare la navigazione.

L’opera, sostenuta da un investimento di 82 milioni di euro, vedrà l’assegnazione dell’appalto entro febbraio 2027 e la successiva entrata in funzione all’inizio del 2028, permettendo la gestione di circa 6,8 milioni di metri cubi di materiali. La cornice dei Port Days 2026, incentrata sul ruolo dello scalo come porta del Mediterraneo, ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico grazie a un programma denso di eventi musicali, escursioni e visite guidate nei poli di Venezia, Marghera e Chioggia.

admin

Torre di Mosto, maltratta la compagna e aggredisce il figlio: allontanato un quarantaseienne

Previous article

You may also like

Comments

Comments are closed.

More in News