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I dati nel nuovo report “Mal’aria di città”, a cura di Legambiente, confermano un miglioramento della qualità dell’aria nel Veneto, ma il quadro non è ancora soddisfacente. I livelli registrati nell’ultimo anno dalle centraline di monitoraggio dell’Arpav (Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale), seppur in linea con la normativa attuale e con diminuzioni dei valori medi per tutte le città capoluogo di provincia, sono lontani da quelli della futura normativa europea che entrerà in vigore dal 2030. E, soprattutto, dai livelli che l’Oms (organizzazione mondiale della sanità) indica come ottimali per garantire il benessere e la salute dei cittadini.

Come riportato da Venezia today, per legge ciascuna area può raggiungere un massimo di 35 giornate all’anno di superamento dei limiti, ovvero 50 microgrammi di polveri sottili (pm10) per metro cubo. Da questo punto di vista il 2025 è stato uno dei più positivi degli ultimi anni. Tra le città che hanno superato il limite con almeno una delle centraline di monitoraggio c’è anche Venezia (via Tagliamento) con 36 giorni, decisamente meglio rispetto al 2024 ma con ancora un tasso di progresso troppo lento secondo Legambiente, che racconta della fatica di gran parte dei territori di pianura ad accelerare il passo verso un miglioramento sostanziale della qualità dell’aria.

 

 

admin

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