La guerra scatenata da Stati Uniti e Israele in Medio Oriente, con bombardamenti in Iran e in Libano, continua a scuotere i mercati (complice soprattutto la chiusura dello stretto di Hormuz) e preoccupare i cittadini. In particolare gli artigiani, la categoria che forse più di ogni altra vede a rischio il proprio futuro nel caso di un attacco prolungato.
La preoccupazione è particolarmente forte nei settori cosiddetti energivori, come le vetrerie. «L’impennata dei prezzi dell’energia e il rischio di un prolungato e pesante aumento del gas stanno facendo nuovamente tremare il settore del vetro. Da venerdì ad oggi il gpl è aumentato quasi del 90%, un raddoppio choc nei prezzi che già solo così rischia di bloccare a brevissimo giro l’intero comparto» nota Matteo Masat, direttore di Confartigianato Venezia. «Una crisi dopo l’altra, perdendo un pezzo alla volta, qui a Murano rischiamo di restare con solo un paio di fornaci operative».
La questione per Confartigianato non è solo quella di ammortizzare i costi extra rimettendoci, visto che gli accordi di vendita sono stati già firmati, ma è quella di uno stop in più di qualche fornace che potrebbe non essere temporaneo. «I prezzi alle stelle obbligheranno le fornaci a spegnersi e di queste non si sa quante potranno riprendere a lavorare».










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